Qualità ed equità di accesso per un Servizio Sanitario Nazionale sostenibile:
quali innovazioni

LAURA PIVETTA

Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera, Università di Genova

Socia SIFO Regione Liguria

Sabato 19 ottobre 2024, in occasione del XLV Congresso Nazionale SIFO, si è tenuto presso l’Auditorium Europa la Main Session dal titolo: “Qualità ed equità di accesso per un Servizio Sanitario Nazionale sostenibile: quali innovazioni”.

Co-moderatori della sessione sono Tonino Aceti, fondatore e presidente di Salutequità, e Simona Creazzola, afferente alla UOC Farmaceutica Convenzionata e Territoriale (ASL Napoli 1 Centro). Aceti introduce la sessione sottolineando come la necessità di avere sempre maggiori risorse in ambito sanitario sia ostacolata da limiti strutturali che ne costringono un contingentamento. Per ampliare l’efficienza e aumentare l’equità del diritto alla salute in maniera sostenibile si potrebbero tuttavia attuare delle riforme nell’ambito dell’innovazione, in particolare nella governance Stato-Regioni, nelle politiche professionali e nella programmazione sanitaria.

Il primo intervento, dal titolo “Quali innovazioni nelle politiche professionali per il farmacista del SSN”, è tenuto da Mariella Mainolfi, che introduce la propria sessione illustrando una panoramica sul numero di farmacisti iscritti all’albo, ovvero 100.000 di cui 3.291 dipendenti delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) (circa l’80% di genere femminile). L’età media di questi ultimi è pari a 48 anni e 2 mesi, annoverando i farmacisti dipendenti tra i professionisti più giovani del SSN. Mainolfi specifica come il fabbisogno formativo dei farmacisti sia cresciuto in misura esponenziale negli ultimi anni, da cui è possibile dedurre una maggiore necessità di professionisti rispetto al passato.

Da una rilevazione del fabbisogno di specialisti per le professioni sanitarie negli anni dal 2023 al 2026, è emerso che oltre il 60% di tale fabbisogno è stato indicato dalle Regioni per la Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, mentre il 43% è concentrato nelle sole regioni Lombardia e Sicilia. Per questo motivo, nelle proposte per la prossima Legge di Bilancio 2025 si ipotizza il finanziamento dei contratti di formazione specialistica anche per la professione di farmacista.

Mainolfi spiega come la figura del farmacista ospedaliero e dei servizi farmaceutici territoriali sia caratterizzata da una sempre maggiore innovazione ed evoluzione verso la medicina di prossimità, quindi l’assistenza del paziente sul territorio. È stato possibile assistere a una maggiore affermazione del ruolo sia del farmacista di comunità, il quale è stato in grado, grazie alla propria competenza e affidabilità, di anticipare alcune innovazioni territoriali da un punto di vista dei servizi per il paziente (“Farmacia dei Servizi”), sia del farmacista ospedaliero, che costituisce un punto di riferimento fondamentale per assicurare la sicurezza dei trattamenti e appropriatezza terapeutica, nonché la verifica dell’aderenza e monitoraggio delle terapie stesse.

Federico Spandonaro, presidente del Comitato Scientifico di CREA Sanità, introduce l’intervento successivo dal titolo “Quali innovazioni nella governance Stato-Regioni tra finanziamento, programmazione e valutazione del SSN” illustrando come dal 2007-2008 vi sia stato un calo degli investimenti nel SSN rispetto a gran parte dei Paesi europei dovuto presumibilmente a una mancata allocazione di risorse nel welfare per risanare il “gap” europeo.

Tra il 2017 e il 2022 il “finanziamento effettivo” pro-capite è cresciuto di anno in anno ma, a causa della concomitante crescita dell’inflazione, le risorse effettive sono diminuite.

Dall’altra parte la spesa sanitaria ha seguito il finanziamento: a oggi i livelli di spesa pubblica italiana sono molto contenuti, inferiori rispetto agli altri Paesi europei.

Attualmente il sistema sanitario vive un “trade off”: da una parte persegue l’obiettivo etico di massimizzare la salute “prodotta”, ovvero effettuare scelte in maniera efficiente, dall’altra parte deve stabilire regole di accesso per distribuire le risorse in maniera equa con l’attuale disponibilità economica.

La spesa sanitaria privata è in crescita nell’ultimo quinquennio e, rispetto agli altri paesi europei, la componente intermediata rappresenta una bassa percentuale, con un divario tra Nord-Sud Italia. Anche il disagio economico risulta colpire maggiormente il sud del Paese.

A fronte di un quadro economico in cui il finanziamento in termini reali non sembra crescere, dove le quote dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e i corrispondenti pesi sulla popolazione appaiono statici, la soluzione proposta da Spandonaro è la maturazione di una vision che consenta di rivedere il sistema in maniera estesa, sulla base di nuove premesse, mantenendo tuttavia i principi universalistici e di disponibilità di accesso del SSN.

Aceti precisa, inoltre, come ci siano molti margini di efficientamento volto all’equità della distribuzione e all’utilizzo delle risorse, le quali non vengono completamente utilizzate: per esempio, l’avanzo strutturale del fondo dei farmaci innovativi non viene ristanziato nello stesso, ma rientra nel fabbisogno indistinto delle Regioni. Questo aspetto rappresenta sicuramente un motivo su cui riflettere per implementare la distribuzione delle risorse.

Chiara Sgarbossa pone il focus del proprio intervento dal titolo “Quali innovazioni nella governance di Digital Health e IA per l’assistenza sanitaria farmaceutica” sull’evoluzione del SSN dal punto di vista dell’innovazione digitale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha fornito al SSN una spinta al digitale su molteplici aree di investimento (per lo scopo sono stati allocati circa 5 miliardi di euro): alcuni esempi sono la telemedicina sia per la sanità territoriale sia per l’assistenza domiciliare al paziente, il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, l’intelligenza artificiale applicata soprattutto alle cure primarie (per esempio tramite la personalizzazione del Piano Terapeutico del paziente) e infine lo sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali per utilizzare in modo corretto ed efficace gli strumenti di nuova progettazione.

Da una survey effettuata su cittadini italiani in merito ai canali di preferenza utilizzati per accedere ai servizi sanitari, emerge che al primo posto ci sono quelli online di facile utilizzo per estrapolare informazioni (app, siti web). Insieme ai canali online primeggiano anche le farmacie e altri luoghi vicini al domicilio del paziente per raggiungere anche i cittadini che non hanno la possibilità di usufruire di strumenti digitali.

È stato inoltre richiesto il punto di vista dei pazienti con patologie croniche in merito alla telemedicina, campo in cui, non essendoci ancora un’offerta strutturata di questi servizi da parte delle Regioni, l’utilizzo da parte dei pazienti è ancora poco orientato. Il riscontro è stato molto buono, lasciando trapelare le forti aspettative riposte su questi servizi anche in un’ottica di miglioramento del rapporto con il proprio medico curante ai fini di una comunicazione più rapida ed efficace.

Sgarbossa pone inoltre l’attenzione sul Fascicolo Sanitario Elettronico, ambito su cui si è investito molto senza che di fatto il servizio sia mai effettivamente partito: molti pazienti, infatti, non lo conoscono e molti altri non sono in grado di utilizzarlo. I dati dimostrano come l’utilizzo sia relegato agli utenti di una precisa fascia d’età (35-40 anni), ma spesso non si tratta degli stessi pazienti quanto dei loro caregiver.

Per concludere, Sgarbossa illustra i 5 ingredienti per trasformare il presente in un futuro sostenibile, ovvero avere una visione strategica top-down e bottom-up, utilizzare cultura e competenze, garantire l’accessibilità, l’organizzazione, il monitoraggio e la misura dell’impatto sul paziente in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale e cura dell’assistito.

TAKE HOME MESSAGE

A fronte di un quadro in cui le risorse vengono progressivamente a mancare nella sanità pubblica, Aceti sottolinea l’importanza per i professionisti del settore, in particolare Farmacisti Ospedalieri, di valorizzare al meglio quanto già a disposizione in un’ottica di efficientamento e sostenibilità.